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INCREDIBILE! L’HA FATTO DI NUOVO! DAVANTI A TUTTI! SCANDALOSO!

No, amici, nessuno scandalo, il titolo è ingannevole, una roba in stile link-di-Facebook-dal-titolo-volutamente-accattivante-e-promettente-per-far-sì-che-gli-utenti-visualizzino-il-contenuto-e-scoprano-che-in-realtà-si-trattava-soltanto-dell’-annuncio-del-nuovo-singolo-di-Emma-Marrone. Amo i trattini, sono visivamente adorabili, non trovate?

Il punto è che sono tornata. No, ci vuole più πάθος (finalmente ho dato un senso alla mia formazione classica): SONO UFFICIALMENTE TORNATA -mi siete mancati molto- PER RESTARE -che meraviglia il mondo dei trattini- !

Tutti ne parlano, il mio ritorno sulle scene è su tutti i giornali: in Cina questa notizia ha scosso l’opinione pubblica al punto tale da ridurre il tasso di suicidi del 10% e sulle testate statunitensi l’avvenimento è presentato in terza pagina, soltanto dopo la Siria e la lingua di Miley Cyrus.

I motivi della mia assenza sono stati in parte chiariti nello scorso articolo e, ok, sono trascorsi quasi due mesi, ma spero comprendiate la mia situazione ai limiti del ragionevole.

Ho vissuto per circa due mesi lontana dalla civiltà ed il marchingegno più tecnologico che avevo era un pelapatate, ma ammetto di essermela cavata piuttosto bene, sono uscita, ho visto bellissimi tramonti (di quelli sui quali non puoi tracciare quadrati col mouse), ho addirittura dialogato con persone reali, PAZZESCO! 

Vi stupirò, ma forse non ero poi tanto lontana dalla civiltà, anzi, sono fermamente convinta di essermi avvicinata realmente a tale concetto, al contrario di chi, tra smartphone e notebook, si dimentica di vivere. Sarei un’ipocrita se criticassi il progresso tecnologico ed il cambiamento che ha apportato alla vita quotidiana di ognuno, essendo, ad oggi, dotata di pc, telefono e tv, ma sono consapevole del fatto che ciò abbia privato l’uomo della sua accezione di animale politico, rendendolo inconsapevolmente solo.

La solitudine è producente, un surrogato di socialità, no.

Detto questo, se la Pellegrini, quando non nuota, mangia pavesini, che cosa ha combinato la Geniaccia in questi due interminabili mesi?

In ordine: ho traslocato (cambiare abitudini non è stato facile, ma, voglio dire, se non si tiene conto della difficoltà di ricordare dove si trovano gli asciugamani, direi che non è stato qualcosa di eccessivamente traumatico); la mia salute non è delle migliori, ma non ha senso lamentarsi, bisogna soltanto apprezzare quel che si ha (voglio dire, vedere la saga di Saw è servito a qualcosa, no?); ho scoperto di avere una passione per le piante, o, meglio, una passione per le immagini di piante di google; sono stata (forse tuttora lo sono) “perseguitata” da uno stalker che mi chiamava con insistenza con il numero privato (ho anche pensato di scrivere a Barbara D’Urso, denunciando le molestie subite); ho visto Gravity di Alfonso Cuarón e me ne sono innamorata; ho fatto indigestione di cupcakes e brownies; ho scritto e letto poco (no, tranquilli, non voglio partecipare ai casting per il Grande Fratello)  ed ho provato infinita tristezza per la morte di Lou Reed, perché anche se non se ne vanno sempre i migliori, certamente se ne vanno i più fighi (non fraintendete, ho gioito anch’io per la morte di Priebke e di sicuro quest’ultimo non era un figo).

Concluderei quest’articolo con una frase ad effetto, ma l’unico concetto profondo che riesco ad esprimere al momento è: BUBO.

                                                                                                                                         Tanti armadi,

                                                                                                                             Una Geniaccia appena tornata.

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La Geniaccia ed Il Trasloco

Carissimi sedanini, mi aspetta l’ennesimo trasloco.

Infinita è la tristezza che provo nel dover abbandonare queste mura (per chi non lo sapesse, sono gialle) e ricominciare daccapo.

In circostanze come questa il mio status di abitudinaria per forza di cose primeggia con vigore e mi porta ad aver paura del cambiamento, ma, se da un lato mi aggrappo con forza alle abitudini, vagheggiando un passato etereo, ovattato, lontano, dall’altro spero.

Spero che le cose prendano la giusta piega; spero che i mostri del passato decidano di lasciarmi in pace e, magari, collaborare con la Disney per una nuova saga; spero che i nuovi vicini mi accolgano con del cibo possibilmente non avvelenato.

Spero.

Somatizzo la speranza e la riduco in battiti frenetici e tremori e tutto diviene palpabile, percepibile.

Ogni qualvolta mi lego a qualcuno o a qualcosa, do una parte di me che non torna mai indietro: ad ogni addio corrisponde la lacerante perdita di me stessa. Perché lo faccio? I miei intenti sono puramente fiabeschi: semino briciole di me per trovare la strada del ritorno, sperando di ritornare al mio Io primordiale, una volta persa.

Ma non è così, non è mai così: ciò che rimane di quel che ho dato è soltanto un ricordo etereo, ovattato, lontano.

Tanti scatoloni,

La Geniaccia.

P.S. Mi sono staccata un’unghia a mani nude e ad occhi chiusi.

P.P.S. Non faccio di cognome Lecter.

P.P.P.S. Semplicemente, una sera, mi sono ritrovata con la suddetta unghia staccata per metà e, dopo essermi domandata se fosse il caso di iscrivermi ad alfemminile.com (anche soltanto per avere un referto medico di Lunatika89 o KikkettaMonella), ho deciso di strapparla via.

P.P.P.P.S. Non parlo mai di politica, ma, sedanini, Berlusconi è stato condannato. C’è da dire che per frenare il settantenne ci vuole Ben Affleck..

Scusate, ben altro.

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La Geniaccia, Le Incognite ed I Manichini

In fin dei conti cos’è un uomo? Grasso, pelle, ossa, pulsioni, sensazioni, gesta, mente, illusioni.

Un essere arcigno e complesso che si dimena nella tediosa incognita esistenziale, vagheggiando una consapevolezza che crolla nell’istante esatto in cui stringe un dolore che non ha ragioni.

O forse ce le ha, ma è sempre meglio non sapere.

Della vita so che non so nulla della vita e che talvolta sarebbe meglio non sapere. 

Credo sia opportuno, molto spesso, abbandonare alcune cose alla loro inspiegabilità e ambiguità, un po’ perché sapere ci ferirebbe, un po’ perché l’ipotesi molto spesso è migliore della realtà effettiva.

Ho tratto questa conclusione osservando dei manichini esposti in una vetrina di pessimo gusto. Vi siete mai chiesti perché alcuni manichini hanno i capezzoli? Qual è il fine pratico dei suddetti su un manichino? Intrattenere mariti annoiati ed evidentemente depravati?

Meglio non sapere.

 

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La Geniaccia, Paperissima e La Stupidità

Sono sempre rimasta basita dalla meschina indifferenza di chi riprende i filmati di Paperissima: tra motocross che piombano sulla testa di idioti patentati e capelli cotonati che prendono fuoco a compleanni del ’77  è percepibile il ridacchiare sadico e sommesso di chi trae godimento dalle sventure altrui, sperando forse in una lauta ricompensa o nella gloria eterna nel Regno degli Idioti e riponendo ogni aspettativa di successo nel doppiaggio triste della Hunziker.

A lasciarmi realmente esterrefatta è la schiera indistinta di genitori impassibili, i quali trovano divertente il fatto che al proprio neonato sia cascata in testa una libreria: genitori snaturati o, semplicemente, eccessivo bisogno di apparire, anche per cinque secondi, in tv, permettendo in questo modo al proprio bimbo di undici mesi di essere doppiato da una barbie che si è riscoperta simpatica?

Cosa c’è di divertente in tutto questo?

Chi ricorre all’esaltazione del proprio ritardo mentale è ben più triste di chi usufruisce del proprio corpo per entrare nel mondo dello spettacolo, perché, sapete, una bionda dal fisico aitante e dal sorriso perfetto può sempre mettere da parte un passato fatto di calendari Max e video osé, riscoprendosi simpatica ed ottenendo, in questo modo, il consenso del pubblico, ma un idiota che si lancia dal secondo piano, mentre cavalca un asino albino ed indossa una maschera con la faccia di Rosy Bindi, che speranze ha? Credete forse che nell’immaginario collettivo tale soggetto possa cambiare identità e migliorare se stesso? No, decisamente no. L’attributo di “idiota” si incolla alla tua essenza, deviandola per un lungo lasso di tempo (diciamo il tempo che impiega Flavia Vento ad elaborare una frase di senso compiuto che non sia “mamma pappa latte“).

Questi individui hanno capito che per impedire che la notorietà dia al cervello è necessario fare a meno del cervello stesso. Onde evitare.. 

E, come al solito, mi chiedo se ne valga realmente la pena.

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Vita, esitazione e cose così

Esitazione è la parola chiave.

Mi sono sempre crogiolata dietro ad infantili paure pur di non affrontare la realtà ed assumermi le mie responsabilità. Non ho mai conosciuto, in fin dei conti, la natura di questi tanto meschini timori: talvolta temo (e parlo al presente, perché tutto ciò è tristemente attuale) di non essere all’altezza delle mie aspirazioni; talvolta preferisco procrastinare progetti, azioni, gesti, rimandandoli ad un futuro eccessivamente ipotetico e prossimo, illudendomi, quindi, che vi sia uno lasso di tempo in cui ogni mia aspettativa possa materializzarsi e trovare un riscontro nella realtà.

Ci sono donne d’azione, ci sono donne di spirito e poi ci sono io: l’apogeo dell’indefinito, perennemente in bilico tra lo slancio eroico di chi sceglie e la staticità di chi aspetta. 

Da una vita aspetto la vita, ma questa non arriva mai.

Maria, apri la busta.

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La Maturità

Sei una persona matura se:

– Gestisci un blog avente, sulla testata, degli animaletti buffi, colorati e stilizzati.

– Ti accechi con un profumo dolciastro, in quanto non ti rendi conto che il beccuccio del medesimo è girato.

– Canti canzoni indecenti, in mutande, per casa, con in mano il manico della scopa, fingendo di suonare il pianoforte, ma suonando, in realtà, la scrivania.

– Guardi programmi ungheresi, in ungherese, senza sottotitoli, ma, soprattutto, senza sapere l’ungherese, perché ti piace immaginare quello che dicono.