Tutto quello che sono.

Io sono.

Sono quella che da bambina sognava di diventare una mondina.

Ed una televenditrice.

Ed una ginnasta da giardino (la trave era il muretto che circondava il prato).

Sono quella che teme la routine, ma anche il cambiamento.

Sono quella che sgrana gli occhi quando uno sconosciuto le rivolge la parola in un luogo pubblico.

Sono quella che controlla tre o quattro volte che il numero sia corretto, non appena chiama qualcuno al telefono.

Sono quella che scrive per ricordare, in quanto tende a dimenticare facilmente.

Sono quella che dimentichi facilmente.

Sono quella che potrebbe essere tutto, ma, poi, si ritrova ad essere niente.

Sono quella che è tante cose, ma mai abbastanza.

Il non essere abbastanza condiziona il mio modo di vedermi e trasforma la mia esistenza in una continua lotta tra carnefici e vittime: talvolta il mio orgoglio ferito colpisce il carnefice così profondamente da invertire le parti, trasformando la ragione in giustificazione e torto; non raramente, però, getto le armi  ed imploro, col capo chino, quasi a chieder perdono per tutto ciò che non sono stata in grado di meritare.

Tuttavia, questi meccanismi si attuano, quasi sempre, nel solo perimetro della mia mente. Alla complessità dei miei pensieri corrisponde una linearità di azioni, regolate dal solo principio del dare.

Ho sempre ripagato l’amore non ricevuto con un amore che fosse abbastanza grande per due; non credo, infatti, che sia ciò che ricevi a determinare chi sei, ma ciò che dai.

Dunque sono.

Annunci

27 thoughts on “Tutto quello che sono.

  1. Ciao. Ciò che hai scritto è non solo molto bello ma anche molto profondo e mi conferma che tu sia molto, molto di più di ciò che hai detto di essere. Buona serata e buona domenica. Osv.

  2. “Il non essere abbastanza condiziona il mio modo di vedermi e trasforma la mia esistenza in una continua lotta tra carnefici e vittime: talvolta il mio orgoglio ferito colpisce il carnefice così profondamente da invertire le parti, trasformando la ragione in giustificazione e torto; non raramente, però, getto le armi ed imploro, col capo chino, quasi a chieder perdono per tutto ciò che non sono stata in grado di meritare”.

    Questa riflessione ti pone a un livello tanto superiore da non poter essere “non abbastanza”. Complimenti.

      • Io dico che le persone “sbagliate”, se le abbiamo scelte, erano quelle “giuste” per quel momento, solo dopo ci rendiamo conto che forse erano “sbagliate”. Ma è anche grazie a loro se capiamo cosa è “giusto” o “sbagliato” per noi, nei vari momenti della nostra vita. Scusa il continuo virgolettare, ma era necessario per rendere l’idea di quanto ritenga relativi i concetti di giusto e sbagliato. Ecco, okay, oggi sono un sacco pesante. Perdonami. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...