La Geniaccia e Le Riflessioni Filosofiche Sulla Distanza

Salve, miei amati sedanini, come va?

Spesso rivolgermi a voi in maniera così colloquiale mi fa sentire stupida: con chi sto parlando? Quanti veramente leggono quello che scrivo? Chi siete, poi, voi?

La realtà virtuale altera i rapporti e filtra i sentimenti, riducendoli ad un misero formato quadrato. Tutti ne siamo consapevoli, ma nessuno trova la forza di reagire e la vita scorre lenta tra selfie, hashtag e sconosciuti che ti invitano ad eventi imperdibili in Cecenia (nonostante tu viva in provincia di Ascoli Piceno). Io stessa non rinuncio a nulla e mi ritrovo a chiedere a degli imperfetti sconosciuti: “come va?”.

Questo blog, poi, è diventato un porto sicuro: qui, in un groviglio di pensieri differenti e nomi senza volto, ho percepito quel calore che azzera le distanze e avvicina persone lontane. So poco di voi, ma in questi ultimi due anni mi sono resa conto che la presenza costante di chi ci circonda, ahimè, ci fa sentire soli più di ogni altra cosa, anche della distanza.

Sì, i chilometri bruciano sulla pelle di chi vorrebbe abbracciarsi e, non potendo farlo, stringe un telefono, ma ancora di più bruciano gli abbracci reali che non fanno provare nulla, salvo la voglia di allontanarsi.

L’individuo ricerca la bellezza nell’infinità del mondo e nella limitatezza di chi è uguale a sé, ma, allo stesso tempo, altro da sé, ovvero un altro individuo: in un primo momento, l’altro, sconosciuto, risulta perfetto agli occhi dell’uomo che ricerca il bello; poi, attraverso la conoscenza, che si serve dell’esperienza, l’altro, oramai noto, si mostra in tutta la sua imperfezione e viene barbaramente sostituito e dimenticato.

Lo stesso discorso vale per la Questione Distanza: chi è lontano è avvolto da un alone di mistero e la realtà in cui è immerso giunge a noi in maniera del tutto parziale, sotto forma di immagini al di là del tempo e dello spazio; al contrario, chi è vicino fisicamente è immerso in una realtà a noi nota e, in taluni casi, condivisa. Non c’è il gusto per la scoperta, non c’è l’ignoto e l’incertezza, ma soltanto un abisso di sicurezze in cui sprofondiamo lentamente, ovvero, la noia.

Mi piacete, carissimi sedanini, proprio perché non vi conosco.

Parlo di rado della mia quotidianità: la banalità della mia esistenza la riservo soltanto a coloro che ne fanno realmente esperienza, ma a voi no, voi meritate di meglio.

 

 

 

 

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32 thoughts on “La Geniaccia e Le Riflessioni Filosofiche Sulla Distanza

  1. Questo alone di mistero che caratterizza la distanza, in questo caso tra lettori e autore, ha un suo perché. Un bel perché che bisogna saper usare, e penso proprio tu lo sappia usare 😉
    Diceva il personaggio di una serie tv “Niente è peggio che sentirsi soli pur avendo un sacco di persone intorno”. Anche io, tramite il blog che ho e i lettori, mi sento parte di una comunità che non mi fa sentire tanto solo nello spazio virtuale. Ovvio che poi la vita reale è altro e non bisogna trascurarla (:
    Continuerò a leggerti con piacere!

    A presto!
    Curi

  2. “Sì, i chilometri bruciano sulla pelle di chi vorrebbe abbracciarsi e, non potendo farlo, stringe un telefono, ma ancora di più bruciano gli abbracci reali che non fanno provare nulla, salvo la voglia di allontanarsi”
    E’ la distanza che uccide. Sempre.

  3. “La realtà virtuale altera i rapporti e filtra i sentimenti, riducendoli ad un misero formato quadrato.” vero, ma qualche volta si va oltre e le forme cambiano e si trovano persone reali dall’altra parte del monitor e della tastiera 🙂

  4. Ciao, sono Coso leggo la Geniaccia da quando avevo 2X anni. Ora che ne ho 2Y non posso più farne a meno.
    Voglio la TROC…Hem, più post della Geniaccia.

  5. … ti prego, non parlare anche tu di Selfie!!! L’ho vista stampata come parola assieme ad altre frasi ad effetto, questa sera, in pieno centro, sulla vetrata di una gelateria… No, dico… Una gelateria?
    Comunque, tornando al tuo/tuoi discorso/si credo che la distanza uccida solo quando il legame è debole di partenza e che possa a volte rendere più forte il rapporto con l altra persona e far diventare più familiare il suo destino. Ho un paio di cari buoni amici all’estero che sento più ora, rispetto a quando ci separavano 150km. Questo credo possa valere se di base c è una bella amicizia, anche se ovviamente non posso generalizzare 🙂
    Analogamente non mi stanco mai delle mie care amiche che sento e vedo assiduamente e da anni (quasi due decenni). Noia? Naa nel NS caso abbiamo avuto anche scontri forti, ma non ci siamo mai annoiate…certo comune nelle coppie, l amicizia si costruisce in due e bisogna volerlo. Altrimenti poi scivola via come sapone dalle mani a causa dei tanti impegni della vita adulta…

    • Gli amici si incontrano, gli amanti si conquistano. Quando si conosce pienamente l’altro, questo diventa preda nelle mani del predatore; poi, subentra la noia. Credo che l’uomo sia puro egoismo.

  6. Credo che nessuna vita possa essere definita inutile ed anche i rapporti virtuali, per quanto affidati ad un piccolo schermo, a volte al telefono possono essere considerati, invece, vera amicizia se non basati sulla menzogna o hanno altri scopi meno nobili dell’amicizia.. Ma ciò succede anche nella vita normale magari con gli “amici” che incontri quotidianamente per strada o al bar.
    Ciao, e buon fine di settimana.

      • Questo è vero ma non riguarda solo le amicizie virtuali; molto più spesso riguarda quelle reali, con persone in carne ed ossa che abitano magari nella porta accanto.
        Anche attraverso internet il rapporto resta spersonalizzato se tra i due interlocutori si sceglie questa strada. In altri casi, per mia esperienza, esiste un bellissimo rapporto di fiducia in cui ci si racconta di noi come vecchi amici da incontrare la sera o l’indomani. Personalmente, ho gli uni e gli altri e rispetto entrambe le scelte.
        Ad esempio io firmo quasi sempre con il mio nome quanto commento Osv. (sta ovviamente per Osvaldo) . Mi piacerebbe conoscere anche il tuo., oltre al Nick.Naturalmente, se ti fa piacere.

  7. Da parte mia posso dire solo una cosa. hai un lettore affezionato 🙂 distante (o si, da dove sei te sono molto distante ehehe), ma attento ad ogni post. Perciò, paradossalmente, sono vicino?! Bella domanda.

  8. Davvero un bel post. Condivido in pieno anche perché mi sono trovato nella tua stessa situazione. È vero che le persone che abbiamo intorno le scegliamo ma spesso, e purtroppo, scopriamo molte persone interessanti che ci piacerebbe conoscere meglio ma che purtroppo sono troppo lontane. Meno male che c’è tutto questo.

  9. Eccomi qua, non so se posso definirmi esattamente un gambo di sedano, ma fingo di esserlo.
    Già perchè la distanza virtuale ti permette di far credere di essere qualsiasi cosa. Io posso raccontare di essere meglio di Brad Pitt e più ricco di Bill Gates, chi mi smentirà ?
    Però ti posso dire che qualche eccezione alla finzione della virtualità c’è.
    Con un blogger ci siamo incontrati anni fa e siamo rimasti amici. Buffo, prima ci commentavamo, dopo essereci incontrati ci saimo scambiati i telefoni e non ci commentiamo più.
    Con una donna che ho conosciuto su un forum di internet, addirittura, ho finito per convivere.
    Quindi dài, non nceessariamente, il racconto della quotidianità non è il “meglio che ci meritiamo”

  10. ciao sedanina
    (certo che come ho scritto abbondantemente nel mio libro di cucina afrodisiaca, il sedano è senza dubbio tra gli 8 principlai ingredienti più afrodisiaci, quindi attenti) 😉
    più che la distanza direi che è il mistero della machera dello schermo che stuzzica pensieri e fantasia e irrimpe a volte a lacerare la noia del quotidiano.
    peraltro la noia è una delle peggiori malattie, da combattere assiduamente sempre 😉
    che poi magari scopri che chi immagini distante scrive dal palazzo di fronte…

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