17

La Geniaccia, Le Incognite ed I Manichini

In fin dei conti cos’è un uomo? Grasso, pelle, ossa, pulsioni, sensazioni, gesta, mente, illusioni.

Un essere arcigno e complesso che si dimena nella tediosa incognita esistenziale, vagheggiando una consapevolezza che crolla nell’istante esatto in cui stringe un dolore che non ha ragioni.

O forse ce le ha, ma è sempre meglio non sapere.

Della vita so che non so nulla della vita e che talvolta sarebbe meglio non sapere. 

Credo sia opportuno, molto spesso, abbandonare alcune cose alla loro inspiegabilità e ambiguità, un po’ perché sapere ci ferirebbe, un po’ perché l’ipotesi molto spesso è migliore della realtà effettiva.

Ho tratto questa conclusione osservando dei manichini esposti in una vetrina di pessimo gusto. Vi siete mai chiesti perché alcuni manichini hanno i capezzoli? Qual è il fine pratico dei suddetti su un manichino? Intrattenere mariti annoiati ed evidentemente depravati?

Meglio non sapere.

 

Annunci
9

La Geniaccia informa

– Ieri sono stata al concerto degli Smashing Pumpkins ed ho provato un’emozione grandissima. Uno dei miei sogni si è realizzato e, devo dire, al meglio, vista la grandissima fortuna: ero in transenna, al centro, davanti a Billy Corgan e sono riuscita a prendere la scaletta ed il plettro. La grandezza di una band come gli Smashing Pumpkins consiste non solo nell’incredibile bravura, ma anche e soprattutto nella semplicità e modestia: Billy Birillo rideva e scherzava teneramente (la tenerezza è dovuta alle sue guance morbidissime e alla sua pancia alla quale potrei attribuire tutti gli aggettivi più smielati) (sto diventando ridicola) ed ha saputo intrattenere il pubblico a lungo senza dover ricorrere a delle trovate sceniche ridicole (e mi riferisco a gruppi montati come i Muse o i Coldplay). Non c’è bisogno di fuochi di artificio per dar vita ad un concerto sensazionale, basta la musica, quella vera.

– Domani parto per Amsterdam, spero di non mancarvi troppo, sedanini.

P.S. Questo è Billy che fissa me e la mia amica. Esatto, la distanza tra me ed il suddetto era estremamente minima.

1005288_4399894855868_1327587797_n

 

P.P.S. Questo è il bottino di guerra.

1006213_522677157788163_11073552_n

 

Alla cover di Immigrant Song sono letteralmente morta.

18

Pensieri notturni che domani mi sembreranno ridicoli

Avete mai provato l’asfissiante sensazione di non potercela fare? Il peso delle aspettative, la voglia di fare altro o semplicemente non far nulla e il bisogno incessante di fuggire dalle circostanze per paura di vivere.

Siete mai rimasti schiacciati nella cavità buia della paura, biascicando gracili parole senza alcun peso specifico? Una paura così forte da farvi perdere il senso delle cose, la dimensione di voi stessi, lasciandovi annegare, in un oceano di lenzuola, soli come pochi, soli come tutti.
La paura, la stessa che allontanate stringendo un pupazzo, stringendo qualcuno, stringendo voi stessi.

24

La Geniaccia, Paperissima e La Stupidità

Sono sempre rimasta basita dalla meschina indifferenza di chi riprende i filmati di Paperissima: tra motocross che piombano sulla testa di idioti patentati e capelli cotonati che prendono fuoco a compleanni del ’77  è percepibile il ridacchiare sadico e sommesso di chi trae godimento dalle sventure altrui, sperando forse in una lauta ricompensa o nella gloria eterna nel Regno degli Idioti e riponendo ogni aspettativa di successo nel doppiaggio triste della Hunziker.

A lasciarmi realmente esterrefatta è la schiera indistinta di genitori impassibili, i quali trovano divertente il fatto che al proprio neonato sia cascata in testa una libreria: genitori snaturati o, semplicemente, eccessivo bisogno di apparire, anche per cinque secondi, in tv, permettendo in questo modo al proprio bimbo di undici mesi di essere doppiato da una barbie che si è riscoperta simpatica?

Cosa c’è di divertente in tutto questo?

Chi ricorre all’esaltazione del proprio ritardo mentale è ben più triste di chi usufruisce del proprio corpo per entrare nel mondo dello spettacolo, perché, sapete, una bionda dal fisico aitante e dal sorriso perfetto può sempre mettere da parte un passato fatto di calendari Max e video osé, riscoprendosi simpatica ed ottenendo, in questo modo, il consenso del pubblico, ma un idiota che si lancia dal secondo piano, mentre cavalca un asino albino ed indossa una maschera con la faccia di Rosy Bindi, che speranze ha? Credete forse che nell’immaginario collettivo tale soggetto possa cambiare identità e migliorare se stesso? No, decisamente no. L’attributo di “idiota” si incolla alla tua essenza, deviandola per un lungo lasso di tempo (diciamo il tempo che impiega Flavia Vento ad elaborare una frase di senso compiuto che non sia “mamma pappa latte“).

Questi individui hanno capito che per impedire che la notorietà dia al cervello è necessario fare a meno del cervello stesso. Onde evitare.. 

E, come al solito, mi chiedo se ne valga realmente la pena.