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La Geniaccia ed Il Cattolicesimo

Qualcuno vuole ch’io diventi cattolica.

Qualche giorno fa, un po’ per scherzo, un po’ per convinzione, ho esclamato: “Un giorno diventerò credente, me lo sento”. Non chiedetemi perché, è soltanto una sensazione, sta di fatto che, dopo aver pronunciato tali parole, sono accadute cose strane, cose molto strane, cose così strane che se ci fosse la cosa più strana del mondo sarebbe di certo una cosa tra le cose strane che mi sono stranamente accadute. Che strano, eh?!

Prima cosa strana: sono in treno (come al solito, aggiungo) (dura la vita da pendolare), quando, subito dopo aver pronunciato le suddette parole legate ad una mia futura conversione, spunta un signore dal volto anonimo, simile ad un attore scarso qualsiasi di Un Posto Al Sole o ad un ferramenta di Pescasseroli, che mi porge un opuscolo con scritto: “Vale la pena!”. I caratteri insignificanti e l’immagine in prima pagina (un paesaggio simile alle colline di Windows) rendevano il tutto estremamente ambiguo, ma, completamente annoiata, inizio a leggerlo.

Era un opuscolo cattolico che incitava la massa ad abbracciare il cattolicesimo, perché, appunto, ne vale la pena, attraverso frasi incisive, ma allo stesso tempo opinabili, circa la salvezza eterna, la pace nel mondo e, sì, insomma, quelle cose lì.

Seconda cosa strana: mi arriva un messaggio con su scritto che se non avessi inoltrato il medesimo a dieci persone, avrei negato il Signore e quest’ultimo avrebbe, pertanto, negato me. Ah, con tanto di preghiera incorporata, per rendere il tutto più credibile.

Ora, io non voglio aprire un dibattito sulle confessioni religiose ed i rispettivi precetti, principi o quant’altro, lungi da me! La cosa che mi turba e che mi spinge a scrivere un post a riguardo è fondamentalmente la seguente: per caso dico che, prima o poi, mi sarei avvicinata alla religione (senza specificare quale) e subito qualcuno lassù si sente in diritto di inviarmi segnali inequivocabili.

Lancio, quindi, un appello al Dio dei sedanini, che dall’alto mi osserva e si diverte a lanciarmi messaggi subliminali: carissimo, mi sento violata, smettila di spiarmi o ti denuncio per stalking. Uno non è nemmeno più libero di dire una cosa, oh.

Inoltre, spero vivamente che la comunità cattolica, evidentemente in crisi dopo gli scandali ecclesiastici, sappia che non è sufficiente ricorrere ad un opuscolo privo di significato per avvicinare la gente alla preghiera: serve ben altro, magari un po’ di coerenza e ammodernamento, che non fa mai male.

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La Geniaccia e Lo Scrutatore Molesto Nonché Belen Rodriguez

Egregi amici lettori, colgo l’occasione per fare un appello doveroso e doloroso, affinché gli episodi verificatisi di recente non si ripetano. Mi riferisco certamente a Lui, Lo Scrutatore Molesto che si diverte ad osservarmi, ogni sera, mentre mi accingo a soddisfare i miei bisogni fisiologici (o, quantomeno, spero di fare, ma non sempre vi riesco, viste le circostanze inconsuete): smettila di spiarmi o ti denuncio.

Farò chiarezza su quanto riportato, onde evitare malintesi e compassionevoli giudizi: ogni sera, verso le 21.00 circa, entro in bagno e noto proprio davanti a me, nascosto in un piccolo solco del muro, tra la parete ed il ripostiglio, un ragno di medie dimensioni (che aumentano all’avvicinarsi del suddetto, per inspiegabili ragioni), il quale mi fissa incessantemente con un sorriso beffardo (come non menzionare le espressioni facciali degli aracnidi). Ora, io ho sempre avuto paura dei ragni, sin da bambina – sebbene per un periodo fossi convinta di aver abbandonato questa fobia, grazie all’audacia che mi spinse ad affrontare Gli Abominevoli armata di pistola a pallini e acqua (che credevo avesse proprietà paralizzanti sui ragni) – ma negli ultimi tempi l’assenza di ragni significativamente temibili mi aveva spinto a credere di aver superato tutto. E invece..

Lui è lì, davanti a me, ogni sera, alla stessa ora; badate bene, di giorno, il nemico evita di uscire dalla tana, forse troppo intento ad elaborare piani strategici per attentare alla mia vita.

Non credete ch’io non abbia provato in qualche modo a liberarmi dell’intruso – no, non sono una codarda, io affronto le situazioni, i pericoli, mille avventure, i ragni – ma sempre senza alcun esito: inizialmente provai con un paio di infradito; poi, con un paio di infradito brutte (sperando che il pessimo gusto potesse quantomeno inibirlo); poi, con le medesime infradito brutte ed un mocio vileda; infine, esasperata, con le Dr. Martens, volendo porre fine a tutto con la forza bruta.

Niente di niente, tutto inutile. Il ragno scappa intimorito ed io pure.

Oggi, solita ora, solito posto, solito ragno, diversa strategia: se non posso ucciderlo, che almeno viva male. Come rovinare la vita ad un ragno? Spruzzandogli addosso il profumo terribile di Belen Rodriguez, indecente regalo natalizio che, con l’avvento dell’Abominevole, ha trovato una sua utilità.

La strategia Ti Rovino La Vita Ragno Maledetto ha funzionato: l’ho intossicato, nonché costretto alla fuga, a zampe levate.

Qualcosa mi dice che Lo Scrutatore Molesto non si ripresenterà.

Grazie Belen, grazie di cuore.

 Questa è l’arma del non-delitto:

                                                      

Tante avventure,

La Geniaccia.