5

Osvaldo Paniccia R.I.P.

Oggi è venuto a mancare l’emblema dell’arte contemporanea, vero innovatore e genio incompreso: Osvaldo Paniccia.

Noto ai più grazie all’azione divulgativa del sommo Andrea Diprè, Osvaldo Paniccia, nato a Terracina, ha certamente dato un contributo inestimabile al mondo dell’arte, con il suo andare oltre la schiavitù del tempo.

Per Osvaldo l’arte è una cosa seria, molto seria.. 

Con la sua voce profonda e le sue opere di incredibile spessore artistico (ricordiamo un suo magnifico dipinto raffigurante tre gamberetti.. tre.. la trinità), ha illuminato l’umana stirpe circa la vera essenza dell’arte, la quale prima si pensa e, poi, si fa. 

Tutto il mondo piange la sua scomparsa.

Vogliamo ricordarlo così..

https://si0.twimg.com/profile_images/2620888578/8p4rr7pkzayqiaxrlfwu.png

Riposa in pace, Osvaldo.

Una Geniaccia in lutto..

 

15

La Geniaccia è tornata! (la tristezza di questo punto esclamativo è pressoché infinita)

Miei prodi, miei fedelissimi, è passato molto tempo dall’ultima volta che ho scritto su questo blog e vorrei davvero piangermi addosso, sguazzando nel biasimo e nel ridicolo ed inveendo contro la mia incostanza ed il mio assenteismo, ma non credo sia il caso.

Però, tanto per palesare lo stato di demenza acuta che mi è proprio da quando sono nata, posso dirvi il motivo per cui, pur volendo e potendo tornare a scrivere, non ho fatto un beneamato nulla, crogiolandomi nel dolce far gnente: un dannatissimo malware!

Che, poi, io ancora devo capire cosa sia effettivamente un malware.

Ad ogni modo, tra me ed il mio regno c’era lui, una sorta di virus che Google Chrome identificava come straminaccioso, in procinto di cancellare ogni mio file, rubarmi l’identità, vendere mia sorella al mercato nero e gettarmi in un salotto televisivo, in balia degli sguardi saccenti di Massimo Giletti, o della lacrimosa pietà di Barbara D’Urso.

Per ore ho navigato tra siti nerd totalmente incomprensibili (con termini assurdi ed improponibili da veri agenti segreti, del tipo: downloada il JKF24 per inoltrare un setup delle figure retoriche di Vendola, copiando il codice html 88362n763947smdlo26dj7c83ms.php per il controllo del VA BE’, CI SIAMO CAPITI) (le mie abilità informatiche si limitano ad una conoscenza base di paint, senza considerare una notevole sapienza nel creare enigmatici quadrati sul desktop, mediante il mouse) e non sono riuscita a trovare una soluzione valida; ho consultato anche le FAQ di WordPress, visto che il problema era legato esclusivamente al mio blog e si presentava non solo a me, ma anche a tutti coloro che desideravano consultarlo, ma niente.

Dunque, dopo ore di totale smarrimento e di glaciale disperazione, ho chiesto aiuto al mio fidanzato che, in circa 2,5 secondi, ha saputo umiliarmi, sventando la minacciosa minaccia (Nichi, amami, guarda che allitterazione) e volete sapere la cosa più imbarazzante dell’intera vicenda?

Il malware proveniva dall’immagine di un’orata, che avevo caricato qui.

Tutto per colpa di un’orata.

Un’orata.

UN’ORATA.

UNO’RA TA

U’NORAT A!

Dunque, ho prontamente rimosso l’immagine ed ho sotterrato la mia testa di melone per dieci minuti di vergogna.

Ah, dimenticavo un altro particolare imbarazzante: inizialmente credevo si trattasse della malefatta di qualche hacker che voleva annientarmi, rubando i miei sapienti scritti.

Forse non dovrei essere così catastrofica.

No, dopo circa un anno di sfighe e drammi, le cose mi vanno bene.

There’s no time for pessimismo.

Comunque, vorrei terminare tutto ciò (non saprei definire quanto ho scritto) (non so mai definire quello che scrivo) con un piccolo sunto di quello che mi è successo nell’ultimo periodo:

– Sono andata al Festival Internazionale del Film di Roma ed ho incontrato prima Stallone, un cyborg, un po’ come Sonia di Super 3 (i fortunati capiranno) e, poi, James Franco, un figo commuovente, di quelli che ti emozionano con la loro bellezza e ti fanno capire che la perfezione esiste, ma non è alla tua portata.

– Ho fatto uno pseudo incidente con l’auto, circa un mese fa, tutto per colpa di una donna col botox che, molto probabilmente, aveva scambiato i segnali stradali per degli oggetti ornamentali dal gusto minimalista. Sto bene, niente di grave, non preoccupatevi.

– Ho visto in concerto i Maccabees, band piccolina proveniente da Brighton (dev’essere davvero un bel posto Brighton). Il cantante indossava palesemente un pigiama, ma l’aria da disagiato lo rendeva un figo incommensurabile.

– Ho capito che senza la cucina cinese non so vivere.

-Ho comprato delle corna da renna che mi rendono felice.

– Ho imparato ad amare.

Sicuramente ho tralasciato qualcosa di significativo, mi verrà in mente più in là.

Tanti Malware,

La Geniaccia.

P.S. Mi siete mancati, sedanini.

P.P.S. Mi ero dimenticata di dirvi che finalmente ho letto “Una Bellissima Coppia Discorde” (lo desideravo tanto, ricordate?). Pavese è l’uomo della mia vita, dopo Fëdor, ovviamente.

P.P.P.S. Dimenticavo! Ecco uno stamp del minaccioso malware che mi ha spaventata infinitamente (da notare il ladro):