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La Geniaccia e L’Innamoramento

Mi innamorai di un essere mistico, a metà strada tra il divino ed il davvero divino. Probabilmente si chiamava Jesus, un tipo così si può chiamare soltanto Jesus.

Lavorava in un negozio ecologico, di quelli che ti rifilano i quaderni fatti con gli escrementi di elefanti.

Socialmente impegnato, barba incolta e capelli neri.

Appena lo vidi, ritenni più opportuno cestinarlo in un angolo remoto della mia mente, in quanto un tipo del genere non potrebbe mai trovare interessante una ragazza come me, che conserva da cinque anni l’opuscolo della sagra della salsiccia, perché guardarlo la rende felice. 

Lo perdetti di vista, pur passando sempre davanti al suo negozio (casualmente, eh), a tal punto che finii col dubitare della sua esistenza.  Dunque, quell’essere mitologico divenne una sorta di proiezione della mia mente e mi rassegnai all’idea che, molto probabilmente, al mondo non ci fosse nessuno dotato di uno splendore simile (escluso David Caruso, ma, diciamocelo, la sua bellezza va al di là di ogni metro di giudizio).

Poi, nell’arsura di un sudato martedì di luglio, eccolo di nuovo. Stessa barba, stessa chioma, giornale in mano ed aria assorta.

Mi fermai a fissarlo con un sorriso ebete, ricambiando i suoi sguardi, sicura di me stessa, manco fossi Megan Fox. Ecco, in quel momento di felicità assoluta non somigliavo nemmeno alla cugina di secondo grado di Megan Fox, ma, tutt’al più, a Free Willy. Sì, l’orca.

Ad ogni modo, esisteva.

Iniziai le indagini, mi servii degli insegnamenti di CSI:Miami e fra un pedinamento e l’altro, risalii al suo nome.

Le indagini continuarono, il solo nome non mi bastava, non era sufficiente, dunque, diedi vita ad un rapido tam-tam che mi fece ottenere numerose informazioni.

Seppi molte cose. Cose orribili, cose che mi segnarono.

Ancora non riesco a capacitarmene.

Lui, l’uomo divino, l’uomo impossibile, il bello e dannato impegnato, in un passato non troppo lontano, era un boy scout.

Come ho potuto? Come ha potuto?

Non smetti di essere un boy scout. Boy scout sei, boy scout rimarrai. Per sempre.

Tutto questo è troppo ingiusto, vado a piangere in un angolino per il resto dei miei giorni.

Qualora dovessi morire per eccesso di tristezza, sappiate che in Paradiso starò suonando un banjo peloso con Whoopi Goldberg. Sì, se dovessi pensare ad un dio, mi verrebbe in mente una donna nera con uno bazinga-sorriso tenero, dunque, Whoopi Goldberg.

Tanti manzi affranti,

La Geniaccia.

P.S. Una persona curiosa era ansiosa di vedere uno dei miei tanti travestimenti di successo (sì, certo). Eccomi nei panni di Gogo Yubari (Kill Bill).

Sì, avevo i capelli rossi.

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La Geniaccia e L’Omicidio

Sul letto, in posizione supina, ero in procinto di addormentarmi ed ecco un ronzio fastidioso.

Lei era lì, mi fissava con aria spavalda, noncurante delle mie intenzioni, della mia rabbia e dei miei gesti confusi, ma minacciosi.

Lei, la zanzara, la sola senza un alibi, la sola che può aver preso i miei Loacker.

L’ho uccisa.

Era legittima difesa, lo giuro.

Tanti manzi colpevoli,

La Geniaccia.

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La Geniaccia e Le Riflessioni Sconnesse

Tutte le cose che vi sto per dire, narrare, rivelare (inchinatevi alla sottoscritta, schiavi!) non hanno nemmeno l’ombra di una connessione logica. Dunque, beccatevi ‘sta pappardella di riflessioni mattutine ed amen.

Prima Riflessione Geniosa

La Littizzetto aveva ragione quando diceva che gran parte degli spot sono basati su una sottile misoginia: le donne hanno le piccole perdite in ascensore, la pancia gonfia per la stitichezza, l’ascella pezzata ed il prurito intimo. Donne, siamo una piaga.

Seconda Riflessione Geniosa

Sono una persona molto empatica e finisco con l’immedesimarmi negli oggetti (non nelle persone, sia ben chiaro), separandomene con estrema difficoltà. Un profondo senso di angoscia e nostalgia mi assale quando devo buttare qualche oggetto o, semplicemente, quando devo mettere a lavare dei vestiti. Stamattina ho dovuto buttare un paio di scarpe dalla suola bucata: in mano avevo un pacco di kleenex per affrontare il dolore ed una digitale per immortalare il momento epico-sentimentale. Non capisco qual è il mio problema, ma non posso vivere così, è insano. Sono insana.

Terza Riflessione Geniosa

A.A.A. Cercasi: ghostbusters per la cattura del fantasma che mi finisce tutti i Loacker al cioccolato; “Una Bellissima Coppia Discorde”, ovvero, il carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi; una poltrona a forma di panda (o un panda a forma di poltrona); un uomo che si presenti alla mia porta con in mano un mazzo di sedanini ed un vinile di Art Pepper o Gerry Mulligan.

Qualora trovaste una di queste cose, siete pregati di contattare la sottoscritta.

ashtray__heart@hotmail.it

Ciao.

Anzi, ciao!

Tanzi manzi bisognosi,

La Geniaccia, quella empatica.

P.S. 

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La Geniaccia e L’Indecenza

Se dovessi pensare all’apoteosi dell’indecenza e del ridicolo, probabilmente mi guarderei dentro, soffermandomi sulle parole non dette, sugli errori commessi, sulle persone che ho usato e su quei piccoli particolari, minuziosità che tengo per me.

Pugni chiusi ed occhi di carta.

Se dovessi pensare all’apoteosi dell’indecenza e del ridicolo, probabilmente mi guarderei attorno, soffermandomi sulle persone da-due-soldi, sul governo costellato da esimie teste di ravanello e perdigiorno, sul varietà, sulla Chiesa, sulle suonerie Jamba, sul lavoro in nero, sulle mazzette, sulla mafia e sulla faccia da pseudo bonaccione di Paolo Limiti.

Sguazziamo in una fanghiglia di oscenità e cose deprecabili, le quali ci tirano inesorabilmente verso il fondo, così da farci vivere il surrogato di una vita che non vivremo mai.

Se dovessi pensare all’apoteosi dell’indecenza e del ridicolo, una sola cosa mi verrebbe in mente: gli anni ’90.

Il reggiseno che traspariva dalla maglia della Sellerona in Tira e Molla, la criniera di Fiorello alle prese col karaoke,  le mani sul cuore ai numerosissimi ed intensi “heart” e “love”, presenti in ogni canzone dei Backstreet Boys, Take That, Five et similia.

Ma diciamocelo, quel tipo di indecenza aveva un non so che di decoroso, soprattutto se paragonato alla situazione attuale, al porno formato famiglia, quello che rifilano ad ogni italiano medio, ad ogni ora, in programmi televisivi col bollino verde.

La cosa che più mi rattrista è pensare che fondamentalmente il mondo dello spettacolo non si trova in una galassia sconfinata, in una dimensione parallela a noi del tutto estranea: il mondo dello spettacolo e la sua depravazione sono lo specchio di una società corrotta di cui facciamo parte a pieno titolo e di cui siamo artefici, dal momento in cui nasciamo.

Siamo nati per consumare e produrre cose di cui non abbiamo bisogno, aspirando di essere, in un futuro prossimo, qualcosa che non saremo mai, passando la nostra esistenza, biascicando parole di poco conto, dando l’impressione di essere migliori di quanto siamo realmente.

La coscienza, la nostra, tutto sommato, lo sa: siamo fantocci, la parodia di noi stessi.

Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita.

Tanti manzi,

Una Geniaccia un po’ così.

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Il Tuo Personalissimo E Naturalissimo Dentifricio Fatto In Casa

That’s the ricetta!

1 cucchiaino di bicarbonato

1 cucchiaino di argilla bianca

1 cucchiaio di gel di aloe

2 gocce di olio essenziale di menta

2 gocce di olio essenziale di tea tree

2 gocce di olio essenziale di geranio

Mescolare il composto fino ad avere una consistenza cremosa ed inserire il tutto in un vasetto.

Questa ricetta è stata rigorosamente rubata, il genio che capisce la fonte si merita una razione extra di manzi abbronzati.

Tanti manzi igienici,

La Geniaccia.