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The Geniaccia is back!

Carissimi sedanini, sono tornata.

Tutto ciò potrebbe suonarvi come una minaccia: sappiate che lo è.

Nei prossimi giorni vi allieterò con tanti piccoli aneddoti, frutto di questa mia parentesi bucolica.

Anche questa era una minaccia.

Per ora, vi lascio con un quesito: ma le pose che spara Don Matteo sono naturali o frutto di uno studio matto e disperato?

Questo dubbio esistenziale la dice lunga sullo spessore delle giornate trascorse ai Confini Del Mondo.

Aloha,

La Geniaccia,

sempre pallida, sempre  inutile.

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La Geniaccia e I Saluti

Domani parto. Direzione: confini del mondo, presso In Culo Alla Luna, in breve, Calabria.

Domani parto, starò via per circa dieci giorni e forse è un bene. Mai come ora ho bisogno di allontanarmi dalle persone, dagli amici che ci sono, da quelli che dicono di esserci e da quelli che non ci sono, non vogliono esserci e ti rinfacciano se, poi, non ci sei. Forse mi starete leggendo, forse no. Nel dubbio, sappiate che parlo di voi.

Mi allontanerò anche dalle persone per le quali non sono abbastanza, quelle persone in grado di farti sentire misero, povero, inutile, con la loro assenza. Mi allontanerò da coloro i quali mi hanno tenuto compagnia, anche se per poco, preferendo, poi, togliere il disturbo, per motivi che ancora non comprendo. Motivi che non comprendo e che non intendo comprendere.

Ho imparato a bastarmi.

Ho imparato a bastarmi e vi saluto.

La Geniaccia.

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La Geniaccia ed il Blog 100% Affidabile

In questi giorni, il mio blog è stato scelto sia da meunexpected che da Ghost Tomato come blog 100% affidabile e sono felicissima di ciò.

Il Blog Affidabile

Ho aperto questo blog da veramente poco e sono contenta sia di vostro interesse quello che ho da dire, davvero. Cari miei sedanini, vi voglio bene.

No, non è vero, chi vi si ingloba.

No, dai.

Ad ogni modo, dobbiamo questo premio agli Affidabili e trovo sia un ottimo sistema per pubblicizzare blog interessanti e, magari, poco conosciuti.

5 requisiti che deve avere un blog per essere affidabile:

1) E’ aggiornato regolarmente
2) Mostra la passione autentica del blogger per l’argomento di cui scrive
3) Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4) Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5) Non é infarcito di troppa pubblicità

Ora, non so come possiate ritenere affidabile una che si fa chiamare La Geniaccia, ma vi ringrazio.

Comunque, chi viene premiato deve elencare a sua volta 5 blog.

That’s my LISTA:

1. RONDINI-HF

2. Cose A Caso

3.THE IMPORTANCE OF BEING IMPROBABLE 

4. meunexpected

5. Ghost Tomato

e, vaffanpulo  (Pulo, Arizona), io inserisco anche un sesto blog

6. ZETA

perché sì.

Adios.

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La Geniaccia e Le Bugie

– Che fai?

– La cacca.

Mi sono sempre chiesta come sarebbe vivere senza quel velato senso civico che ci impedisce di dire sempre la verità, soltanto la verità, in ogni circostanza, ad ogni persona. Porre un freno alla parola e, dunque, alla verità dei fatti ci rende dei bugiardi? Ma, soprattutto, ci rende effettivamente più civili?

Con voi voglio essere onesta, questa riflessione è tratta dal mio best seller “Pensieri pensosi sulla tavoletta del cesso”. Che, poi, anche questo aspetto è piuttosto rilevante: è come se le mattonelle del bagno avessero la grandiosa capacità di farti trarre conclusioni filosofiche rivoluzionarie.

Qualora fosse così, la mia sarebbe una scoperta di importanza planetaria.

Qualora fosse così, molto probabilmente saremmo tutti sommi geniacci.

Non è così.

Ad ogni modo, tornando al discorso precedente, si potrebbe fare a meno della quotidiana ipocrisia e vivere ugualmente bene? So che senza i Lines, i tacos e Twin Peaks non si può vivere (e, tra l’altro, queste tre cose finiscono tutte per “s”), ma senza ipocrisia?

Ci proclamiamo strenui difensori del vero e onesto vivere, ma, fondamentalmente, ci rifugiamo ogni giorno in piccole omissioni, o bugie, che ci permettono di essere socialmente accettabili.

Ecco, è proprio questo il problema: passiamo una vita a tentare di essere socialmente accettabili, ma, di fondo, siamo i primi a non accettarci. Che senso ha?

Dalle piccole bugie alle grandi menzogne il passaggio è breve. La nostra realtà si basa, volente o nolente, su un’inestimabile quantità di balle, frottole (adoro dire “frottole”, mi ricorda Clint Eastwood. Adoro Clint Eastwood) a cui facciamo ricorso per apparire migliori, diversi.

A volte, mentiamo agli altri per mentire a noi stessi, per dimenticarci che ciò che siamo non è ciò che vorremmo essere.

A volte, mentiamo agli altri per far sì che questi fantomatici Altri ci accettino, ci apprezzino, non ci abbandonino. Abbiamo paura di restare soli con noi stessi. Abbiamo paura di noi stessi.

A volte, mentiamo agli altri per raggiungere gli scopi prefissi ed in questo caso la nostra bugia cammina impettita tra grandi valori e moralismi di massa, in quanto il fine giustifica i mezzi. Poi, penso, che non vi è nulla di civico o socialmente accettabile nella falsa citazione di Machiavelli e, dunque, mi chiedo: è giusto ritenersi nel giusto? Perdonate il gioco di parole. Anzi, non perdonate un bel nulla, io amo i giochi di parole.

Mentire è ciò che sappiamo fare meglio e non è  né giusto, né etico, è soltanto umano.

Il catastrofismo è il mio forte, lo ammetto, ma sono dell’idea che dietro ogni minimo particolare, vi sia un universo di probabilità e ragioni.

Parola di Geniaccia.

 

 Machiavelli aveva proprio una faccia da culo.

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La Geniaccia e La Fuga

“Home is where the heart is”

Ora come ora, non mi sento a casa.

Datemi una fune di fuga come quella dei Pokémon.

In questo momento, ogni fibra del mio corpo pretende di fuggire via, di scappare. Non è con la fuga che si risolvono i problemi, ma chi ha detto che voglio risolverli? L’unica cosa che vorrei è una piccola pausa, una temporanea cessazione delle noie quotidiane, un allontanamento non definitivo dalla realtà; vorrei prendere il primo treno per Non So Dove e tornare fra venti, cento anni.

Quanto sta accadendo è piuttosto evidente: è in corso una vaderizzazione.

Quando dissi di non provare odio nei confronti delle persone, beh, forse mentivo a voi e a me stessa: non mi mancherete, oggi vi odio tutti.

Quando sono triste e delusa, mi rifugio in un angolo remoto della mia testa, a sud di Immaginazione e ad ovest di Capo Disperazione: faccio la mia valigia gialla, colma di buoni intenti e frustrazione e chiudo il sipario, fine dello spettacolo, chi s’è visto s’è visto.

Non sempre ci riesco.

Talvolta il mondo fuori s’insidia in quella che è una mia personalissima, silenziosa, inesplorata dimensione parallela e, come un tarlo, inizia a logorare. Il mondo logora, deturpa senza chiedere il permesso.

Il mondo fa rumore. Io voglio il silenzio. 

Un principio comunista lega le parole alla realtà: le parole, infatti, sono la merce condivisibile degli individui, merce che, però, non appartiene a nessuno.

Nel mio angolo di paradiso, non esistono persone, non vi è interazione, non vi sono parole. Esisto io ed il Vuoto e tale compresenza è pressappoco idilliaca.

Il mio angolo di paradiso è, come l’Utopia di Moro, realizzata e realizzabile nella pura ragione del pensiero.

Oggi chiedo al mondo di farsi da parte, anche solo per un minuto.

Oggi non ci sono.

Tratto da “Vivre sa vie” di Godard. Un film bellissimo.